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giovedì 20 settembre 2007

RISORSE UMANE

Servizi area HRM - Sviluppo Risorse Umane

Le risorse e le loro performance sono alla base del successo nel vostro business. Siamo in grado di aiutarvi a migliorare i risultati delle vostre risorse in accordo con le strategie della vostra organizzazione.

Possiamo supportarvi nella costruzione e nella formazione di una squadra di persone provvista delle competenze necessarie alla vostra azienda e in linea con i vostri obiettivi e valori. Capitalizzare le risorse significa anche creare un ambiente di lavoro che rispetti e tenga conto del benessere fisico ed emotivo delle persone.

La consulenza in ambito human capital e l'attenzione alle risorse procedono di pari passo.

La società offre soluzioni integrate in ambito human capital che miglioreranno la condivisione tra gli obiettivi, le competenze e le performance dei vostri collaboratori e quelli della vostra organizzazione.

Le nostre competenze e i nostri servizi vertono sulle seguenti aree:

  • Assessment Center

In azienda una delle decisioni più difficili è scegliere chi promuovere e sulla base di quali criteri.L’assessment center è uno strumento di analisi e valutazione del potenziale che consente di rilevare le competenze ed attitudini delle persone, per poterne orientare lo sviluppo verso posizioni aziendali diverse da quelle attuali.Un team di psicologi specializzato nella costruzione ed erogazione di assessment collabora con l’azienda a partire dalla fase di definizione dei ruoli organizzativi e delle competenze sottese ad essi, fino alla pianificazione della comunicazione ai dipendenti.Gli strumenti di rilevazione utilizzati sono: test psicologici, questionari di personalità, test situazionali costruiti di volta in volta sulla base delle esigenze e del contesto aziendale (case study, role play, in basket), interviste e colloqui.

  • Analisi delle Competenze

Il successo delle aziende dipende in larga parte dalle conoscenze, abilità e capacità disponibili.Tali fattori, annoverati sotto il nome generale di competenze, devono essere gestiti in modo flessibile e proattivo.All’interno della nostra struttura vi è un gruppo di professionisti in grado di coprire ogni esigenza relativa alla mappatura e alla gestione delle competenze dei dipendenti.

  • Formazione & Sviluppo

Attraverso i nostri specialisti di formazione siamo in grado di contribuire al miglioramento delle conoscenze e dei comportamenti all’interno dell’azienda.Eroghiamo il nostro supporto su: coaching, comunicazione efficace, gestione del cambiamento, gestione delle risorse, tecniche di selezione (destinate alla funzione HR).

  • Compensation & Benefits

Gli obiettivi di un’accurata strategia di reward possono essere sintetizzati nel seguente modo:

  • attrarre e trattenere le persone con le competenze ritenute fondamentali per l’azienda
  • consentire all’azienda di realizzare il proprio business plan e le proprie strategie facendo in modo che gli interessi della società collimino con gli interessi degli individui
  • motivare le risorse attraverso il riconoscimento economico degli sforzi individuali e di team

Possiamo aiutarvi a strutturare un sistema di compensation adeguato agli obiettivi del vostro business, che riconosca le perfomarce individuali e che sia allineato al mercato, attraverso un benchmark dei livelli retributivi.

  • Outsourcing

Risulta più efficace ed efficiente per un’organizzazione concentrarsi sul proprio core business e affidare ad esperti esterni all’azienda la gestione di alcuni processi.

Siamo in grado di fornire servizi di outsourcing nelle seguenti aree:

  • Response Management: soluzioni per la gestione delle attività di raccolta, screening, classificazione e aggiornamento dei curricula (che pervengono alle aziende spontaneamente o in risposta ad annunci), per ottimizzare l’efficacia e velocizzare i processi di selezione interni
  • Recruiting: soluzioni per l’outsourcing dei processi di selezione del personale, finalizzate alla riduzione dei costi fissi di recruiting e all’incremento di flessibilità e qualità
  • Funzione Human Resources: soluzioni di outsourcing delle principali attività connesse alla funzione HR (mappatura e analisi delle competenze, definizione delle posizioni, ricerca e selezione, valutazione di potenziale, formazione manageriale, gestione e sviluppo carriere, politiche di reward), destinate soprattutto alle aziende di medie o piccole dimensioni che non hanno al proprio interno competenze HR e non desiderano appesantire i propri costi fissi
  • Ouplacement (tramite società nostre partner)

Attraverso società nostre partner, siamo in grado di portare sostegno pratico e psicologico ai dipendenti che sono coinvolti nei progetti di riduzione del personale o di riorganizzazione.

Supportiamo l’azienda nella comunicazione ed implementazione dei programmi di outplacement, che vengono svolti sia a livello individuale che di gruppo, per una durata che viene definita di volta in volta con l’azienda nostra cliente.

Il supporto viene fornito sia attraverso colloqui personali, sia attraverso un avanzato ed innovativo tool informatico che permette un rapporto costante tra il mentor e il dipendente in ogni fase della ricerca di un nuovo lavoro e che copre tutti gli aspetti, di ordine pratico e psicologico, tipici del ricollocamento

Terms of Business

1.Ricerca e Selezione:

Sulla base della posizione da ricoprire si sceglierà, in accordo con il cliente, la metodologia di ricerca più efficace tra le seguenti:

· Ricerca con Annuncio
Questa metodologia prevede la pubblicazione di annunci su carta stampata e/o su Internet e, entro 3 settimane, la presentazione dei candidati con i relativi profili.

· Ricerca Combinata: Annuncio, Ricerca Diretta, Archivio
Avvieremo la ricerca integrando diversi canali di recruiting: annunci su carta stampata e/o su Internet; contatti diretti con specialisti di settore sulla base di una short target list condivisa; database dell’azienda; Internet Mining ed eventuali vostre segnalazioni. Entro 4 settimane, vi presenteremo i candidati con i relativi profili.

· Ricerca diretta
Prevede l'utilizzo di differenti canali di recruiting: contatti diretti con specialisti di settore sulla base di una target list condivisa; database dell’azienda; Internet Mining ed eventuali vostre segnalazioni. Entro 5/6 settimane, avverrà la presentazione della rosa finale dei candidati con i relativi profili.

Indipendentemente dalla metodologia di ricerca scelta, l'intero ammontare dei nostri onorari sarà ripartito in tre quote:

1/3 + IVA (quota in cifra fissa) alla conferma dell’incarico
1/3 + IVA (quota in cifra fissa) alla presentazione dei candidati
1/3 + IVA (quota a conguaglio) agli accordi di assunzione con il candidato prescelto.

2.Consulenza Risorse Umane

· Diagnosi aziendali per lo sviluppo HR e organizzativo

· Azioni di coaching e crescita motivazionale

· Sviluppo di strumenti di testing per profili nell’area della comunicazione, marketing e management.

· Valutazione scientifica di qualità dei test e delle procedure di selezione.

· Statistica psicologica. Elaborazioni scientifiche sulla base dei dati disponibili, previa valutazione della qualità dei dati.

· Top management empowerment & counseling. Formazione del top management e sviluppo assertivo del ruolo. Sviluppo personalizzato delle tecniche di comunicazione, relazione, negoziazione, e gestione delle risorse umane.

· Diagnosi dei climi organizzativi. Capire i livelli motivazionali e i climi interni all’azienda, per progettare interventi specifici e raggiungere la competitività organizzativa


Trattandosi di servizi fortemente personalizzati a seconda delle esigenze dei nostri clienti, gli onorari e le metriche del pagamento per questi servizi verranno definiti di volta in volta.

RICERCA ED ANALISI DI MERCATO

Lo scopo di questa sezione del progetto è di presentare sufficienti elementi per convincere il lettore-investitore che il prodotto o servizio della tua azienda ha effettivamente un sostanziale mercato in un settore in crescita e che può realizzare vendite rispetto a prodotti alternativi offerti dalla concorrenza.

Questa sezione del business plan è una delle più difficili da preparare, ma è anche una delle più importanti. Quasi tutte le altre sezioni che seguiranno del business plan dipendono dalle stime di vendita che sono sviluppate in questa sezione: le previsioni di vendita derivanti dalle ricerche e dall'analisi di mercato influenzano in via diretta la grandezza delle operazioni di produzione, il piano di marketing, e la consistenza del capitale netto e del capitale preso a prestito. Inoltre, molti entrepeneur hanno molte difficoltà nel presentare ricerche ed analisi di mercato che riescano a convincere potenziali investitori che le stime di vendita dell'azienda sono giuste ed attendibili.

Data l'importanza delle analisi di mercato e la dipendenza critica delle altre parti del progetto rispetto alle stime di vendita, generalmente si raccomanda di preparare questa sezione del business plan per prima. Per questo è consigliabile di dedicarsi sufficiente tempo per svolgere questa sezione veramente bene e per controllare diverse fonti di dati di mercato.

  1. Clienti
  2. ampiezza e trend del mercato
  3. Concorrenza
  4. Stima della quota di mercato e delle vendite
  5. Criteri di valutazione del mercato

1. analisi dei CLIENTI 500,00 €

· Si discute chi sono i clienti in merito alle applicazioni del prodotto o servizio in causa.

· Si classifica i potenziali clienti entro omogenei gruppi o segmenti di mercato aventi caratteristiche comuni e ben definite.

· Chi e dove sono i maggiori fruitori del prodotto o del servizio in ogni segmento di mercato?

· Quali sono i criteri delle decisioni di acquisto: prezzo, qualità, servizio pre e post vendita, conoscenza del venditore, pressioni politiche?

· Si elenca qualsiasi potenziale cliente che ha espresso un interesse nel prodotto o nel servizio ed indica il motivo di un tale interesse.

· Si spiega, inoltre, come reagire a delle possibili lamentele da parte della clientela.

· Se il business in causa già esiste, si devono elencare i principali clienti e si discute su quali sono le tendenze che si sono riscontrate nella vendita dei prodotti o servizi in causa.

2. analisi dell’Ampiezza e trend del mercato 500,00 €

Qual è l'ampiezza totale del mercato di riferimento del prodotto o servizio?

Questa analisi dovrebbe essere giustificata da fonti di dati di mercato nel nostro possesso e da una profonda conoscenza dell'andamento degli acquisti di prodotti concorrenti da parte di potenziali clienti nei maggiori segmenti di mercato.

· Per determinare precisamente l'ampiezza e la tendenza del mercato sarebbero particolarmente utili dei confronti diretti con i potenziali distributori, rivenditori, rappresentanti e gli stessi clienti.

· Si descrive l'ampiezza del mercato di riferimento sia in termini unitari che in termini monetari (espressi in Euro) e si indicano le metodologie che si sono adottate per individuare la grandezza del mercato considerato.

· Si analizza la crescita potenziale annua del mercato totale del prodotto o servizio per ogni maggiore gruppo di clienti, considerando che tali analisi dovrebbero essere svolte avendo come riferimento un orizzonte temporale di almeno tre anni.

· Si descrivono i fattori che influenzano maggiormente la crescita del mercato (tendenze del settore, tendenze socio-economiche, politica del governo, ecc) passando in rassegna anche le tendenze del settore passate e i motivi che le hanno scatenate. Qualsiasi differenza tra tassi di crescita passati e previsti per il futuro dovrebbe essere spiegata.

Si indicano sempre anche le fonti di tutti i dati e si descrivono i metodi che si sono usati per formulare le proiezioni di mercato.

3. Analisi della Concorrenza 500,00 €

· Si fa una rassegna realistica dei punti di forza e di debolezza dei prodotti o servizi della concorrenza e si nominano le aziende che li forniscono, indicando le fonti dei dati che sono stati usati per analizzare questo scenario.

· Si comparano i prodotti e i servizi della concorrenza sulla base del prezzo, dei risultati, del servizio offerto, delle garanzie, e di tutte le caratteristiche più pertinenti. Questi dati si presentano attraverso una tabella che sintetizzi i risultati ottenuti da questa analisi.

· Si discute brevemente tutte le caratteristiche che generano un vantaggio o uno svantaggio in termini di competitività dei prodotti o servizi della concorrenza, e, nel secondo caso, si esplicitano le motivazioni per cui tali prodotti o servizi non soddisfano totalmente i bisogni della clientela.

· Si indica, attraverso l'analisi delle azioni sul mercato della concorrenza, qualsiasi elemento che ci possa guidare verso l'introduzione di nuovi o migliori prodotti, per poter ottenere una posizione di vantaggio rispetto ai diretti concorrenti.

· Si analizza i punti di forza e di debolezza delle aziende concorrenti, prendendo in considerazione le quote di mercato appartenenti a ciascuno, l'ammontare delle vendite, il sistema di distribuzione e la capacità produttiva. Si esamina quindi l'ammontare della profittabilità totale del mercato e la tendenza dei profitti delle singole aziende.

· Quale azienda e la price leader? Quale, invece, la quality leader? Si discute anche i motivi che hanno portato, eventualmente, alcune aziende ad entrare o ad uscire dal mercato negli ultimi anni.

· Si esamina tre o quattro concorrenti e le ragioni che inducono i clienti ad acquistare da loro. Una volta analizzato il sistema di offerta di queste aziende, si spiega come si pensa di poter catturare una quota del loro business, prendendo in considerazione i fattori che possono facilitare o rendere difficile la competitività dell’azienda rispetto alla concorrenza.

4. Stima della quota di mercato e delle vendite 500,00 €

· Si ricapitolano le caratteristiche del prodotto o servizio che lo renderanno maggiormente desiderabile rispetto a quelli dell'attuale o potenziale concorrenza.

· Si identificano i grossi clienti che sono disposti ad effettuare commissioni d'acquisto e si indicano i limiti di queste commissioni e perché vengono fatte.

· Basandosi sulla valutazione dei prodotti o servizi, dell'ampiezza e la tendenza del mercato di riferimento, dei clienti, della concorrenza e dei loro prodotti, e della tendenza stimata delle vendite nei primi anni di vita, si stima la quota di mercato in unità ed in Euro che si pensa di acquisire nei prossimi tre anni. Ci si deve ricordare che l'aumento delle vendite in unità e la quota stimata di mercato dovrebbe essere correlata alla crescita dell'intero settore, dei clienti attuali e potenziali, ed alle caratteristiche di competitività e di debolezza dei diretti concorrenti.

· I dati saranno presentati attraverso delle tabelle, menzionando che le ipotesi adottate per stimare la quota di mercato saranno chiaramente giustificate ed evidenziate.

· Se la azienda è presente sul mercato da diverso tempo, si indica anche il mercato totale, la quota di mercato, e l'ammontare delle vendite attese per i prossimi due anni.

5. Criteri di valutazione del mercato 500,00 €

· Si spiega come si continuerà a valutare il mercato di riferimento dell’azienda e come si cercherà di monitorare i bisogni dei clienti;

· Si spiega anche come si adotteranno i programmi di miglioramento del prodotto o di studio di nuovi prodotti, oppure come si progetteranno i piani di espansione in riferimento anche alle funzioni della produzione.

· Si definiscono anche le linee guida del rapporto prodotto/servizio in riferimento al livello di pricing sul quale si vogliono posizionare per i prossimi tre anni.

Prospetto riassuntivo:

  • analisi dei CLIENTI 500,00 €

· analisi dell’Ampiezza e trend del mercato 500,00 €

· Analisi della Concorrenza 500,00 €

· Stima della quota di mercato e delle vendite 500,00 €

· Criteri di valutazione del mercato 500,00 €

Totale generale 2.500,00 € 2.000,00 €

OPPORTUNITA’ D’AFFARI IN ROMANIA

La congiuntura economica favorisce gli investimenti stranieri; è da rimarcare infatti l'impegno assunto dal Governo Romeno al fine di rilanciare l'economia attraverso una politica di forti incentivi agli investimenti stranieri sul territorio nazionale costituita da consistenti sgravi fiscali, finanziamenti a tassi agevolati, ecc.

Numerose sono infatti le leggi che, sotto vari profili, rendono estremamente vantaggioso l'investimento in Romania; nella direzione di una facilitazione all'ingresso di capitale straniero si muovono anche le previsioni volte a rendere più semplice la costituzione di imprese in Romania sia come società totalmente estere che come partners di imprese nazionali .

Un ulteriore dato positivo è rappresentato dal costo estremamente contenuto della manodopera locale, in parte dovuto alla forte svalutazione della moneta nazionale.

Il sistema fiscale Romeno si articola in una serie di tasse e imposte che colpiscono analogamente a quanto avviene in Italia, la produzione di reddito derivante da capitale, dividendi, attività di impresa, ecc., ma l'investitore italiano può beneficiare di una serie accordi internazionali stipulati tra l'Italia e la Repubblica Romena volti a agevolare lo scambio economico fra i due paesi ed evitare le doppie imposizioni
In Romania è possibile costituire un'azienda in qualsiasi forma giuridica prevista dalla legge, così come partecipare al capitale di una società Romena, ed ancora stabilire succursali di società estere in Romania.

La qualità di investitore estero (per beneficiare delle leggi sugli investimenti stranieri) è dimostrata con un certificato rilasciato, a richiesta, dall'Ufficio Nazionale del Registro.

Da un attento esame della normativa Romena emergono alcuni fattori da tener presente per chi voglia investire in Romania:

Le riforme in questo Paese sono recentissime, alcune devono ancora trovare attuazione;

Per contro è estremamente positivo il dato riguardante il costo della manodopera locale, sia per quanto concerne le retribuzioni che per la mancanza di previsione del t.f.r. .

Quello Romeno costituisce il secondo mercato est-europeo dopo la Polonia e le possibilità di sviluppo sono notevoli;

La costituzione di una società Romena è agevole e presenta costi molto contenuti.

SETTORE IMMOBILIARE

Sicuramente il settore immobiliare è il settore a più alta redditività in Romania,sopratutto l'acquisto di terreni edificabili destinati a privati e/o attività commerciali.
Noi consigliamo di investire nel settore costruzioni,sia per beneficiare di una manodopera bassa,sia per il costo del materiale estremamente competitivo.
Chi invece vuole aprire un'attività commerciale (negozio,ristorante ecc.)deve tenere presente il costo degli affitti di spazi commerciali che ha raggiunto cifra assurde per un disequilibrio tra domanda e offerta,per cui è più conveniente acquistare e ancora meglio costruire.
Un discorso diverso è invece l'acquisto di appartamenti,case,ville, che mantengono ancora oggi un prezzo di acquisto molto favorevole ma che aumentano di prezzo giorno dopo giorno e danno quindi una certa redditività per chi voglia fare investimenti in questo settore.
L'ultimo consiglio che diamo è di non affidarsi nelle mani di persone incompetenti. In Romania,visto l'enorme business del settore immobiliare ci sono tante pseudo agenzie che offrono servizi di bassa qualità e a volte si possono avere anche tante fregature. Per cui è molto importante anche la scelta dell'agenzia a cui affidarsi che dia garanzie e serietà.

SETTORE ODONTOIATRICO

E'un nuovo filone quello lega

to al turismo della salute che si è aperto tra l'Italia e la Romania dove hanno gia avviato proficui contatti molti imprenditori italiani.

Se fino ad ieri l'interesse era solo legato al business qualcuno ha scoperto che può diventare un affare curarsi in Romania per l'alta specializzazione dei medici rumeni , la qualità dei servizi e il prezzo molto conveniente.

Ovviamente è anche una ottima opportunità di business sopratutto per agenzie di viaggio,dentisti,ma anche per chi voglia fare investimenti sicuri e ad alta redditività.

SETTORE AGRICOLTURA

L'agricoltura oggi in Romania è in stallo a causa di una politica scellerata che ha optato sopratutto sull'importazione di prodotti agricoli e non a investimenti specifici del settore
.Certo non sta a noi giudicare la politica,noi ci interessiamo di investimenti e sicuramente siamo convinti che investire in agricoltura è in futuro un grosso business,tenendo presente anche ai finanziamenti dell'UE a fondo perduto per l'agricoltura.
Alcuni dei settori che sicuramente porterà un grosso business è la viticoltura.
Già diversi italiani hanno comprato terreni agricoli a prezzi cosi irrisori e hanno investito in questo settore con un business ad alta redditività. Anche altri prodotti come ad esempio la frutta(mele,pere,ciliege ecc.) sono considerati prodotti ad alta redditività.

SETTORE COMMERCIO E PRODUZIONE

NEGOZI E ATTIVITA' COMMERCIALI:
Aprire un'attività commerciale in Romania è anche un ottimo business ma anche in questo settore bisogna stare attenti a non commettere errori di valutazione. Molti negozi in Romania offrono di tutto dall'abbigliamento all'alimentari,alle scarpe,articoli di bijuterie ecc. Ecco noi riteniamo che oggi il mercato è recepibile per un discorso di monoprodotto, di qualità(il made in italy è molto apprezzato) e a prezzi contenuti. Bisogna fare i conti anche con gli affitti di spazi commerciali che qui in Romania sono molto cari. Comunque consigliamo sempre di fare uno studio di fattibilità del prodotto per calcolare sopratutto i fattori di rischio.

PRODUZIONE:
E' sicuramente il grosso business.
Molti italiani hanno già da alcuni anni fatto diversi investimenti sopratutto nel settore abbigliamento,calzature ecc.
Produrre in Romania significa beneficiare della manodopera a costi molto bassi,alta specializzazione delle maestranze rumene,uscire con un prodotto di qualità da inserire nel mercato interno ma anche esportarlo in Italia.

EXPORT:
E' un settore che sicuramente avrà degli ottimi risultati nell'immediato futuro sopratutto per alcuni prodotti che vengono fatti in Romania di alta qualità:prendiamo ad esempio il vino che oggi viene prodotto in Romania e che ha avuto la denominazione doc e riconoscimenti internazionali sopratutto per la sua qualità.
Ma anche altri settori possono essere dei veri e propri business:export di rane,funghi,frutti di bosco ecc.
Per quanto riguarda l'export di legno e derivati è anche un ottimo business ma entrare nel circuito(molto ristretto) diventa a volte un'impresa ardua.

IMPORT:
Il made in italy è molto apprezzato qui in Romania:qualsiasi sia prodotto in Italia è sinonimo di qualità ed eleganza.
Sono tanti i prodotti italiani in commercio in Romania e la richiesta del made in italy è continua crescita. Ma anche per questo settore consigliamo uno studio di fattibilità.

OPPORTUNITA' D'AFFARI QUADRO

Politica estera

La politica estera della Romania presenta elementi di continuità, ma anche delle novità e si basa sul consenso a livello politico e popolare in merito alle priorità che intende promuovere in campo internazionale.

Nel concetto della Presidenza e dell’Esecuvito, la politica estera della Romania sarà una politica di attivo coinvolgimento nei processi politici ed economici significativi a livello regionale e continentale. Inoltre, sarà centrata sulla protezione degli interessi sociali ed economici, politici e militari della Romania, in concordanza con la sua posizione geostrategica.

La principale priorità della politica estera romena è l’integrazione nell’Unione Europea. Quale futuro Stato membro dell’Unione Europea, la Romania si prefigge di partecipare più attivamente alla strategia volta ad edificare una politica di sicurezza comune dell’Unione Europea. Inoltre, la Romania parteciperà alla costruzione istituzionale e culturale d’Europa.

Il ruolo strategico regionale della Romania, quale Stato di confine orientale dell’UE, presuppone responsabilità riguardanti la stabilità nella zona, la garanzia di frontiere sicure, parallelamente al mantenimento e allo sviluppo dei rapporti politici ed economici con gli Stati vicini delo spazio pontico e balcanico: Repubblica Moldova, Ucraina, Russia, gli Stati della zona caucasica e dello spazio ex-iugoslavo. Il Governo romeno si proppone di sviluppare i rapporti di buon vicinato e di cooperazione regionale nello spazio sud-est europeo e del Mar Nero affermando la Romania non solo come un Paese con potenziale di coinvolgimento negli importanti processi economici e politici regionali, ma anche come fornitore di sicurezza regionale.

Quale Stato membro dell’Alleanza Nord-Atlantica, la Romania si propone il consolidamento della sua posizione nell’ambito della N.A.T.O., l’attiva parrticipazione all’elaborazione e all’adozione delle decisioni strategiche e, inoltre, l’adempimento degli obblighi assunti. Per gli Stati Uniti, la Romania rappresenta un alleato privilegiato nella regione, la cui rilevanza strategica lo raccomanda quale pezzo importante nella stabilizzazione politica dell’Est europeo e dello spazio pontico. Le relazioni con gli USA e con la Gran Bretagna saranno collocate su un posto prioritario al servizio non solo della Romania, ma anche dell’intera zona sud-est europea. Una attenzione e uno speciale interessamento vengono accordati alla partecipazione della Romania alla lotta contro il terrorismo internazionale.

Il concetto e le azioni di politica estera della Presidenza e del Governo vogliono conferire un nuovo spirito all’opera volta a garantire la coerenza, l’efficacia e la predicibilità della politica internazionale del nostro Stato, portandola ad un livello di performance.

Agricoltura

Aggiustamenti strutturali nell’agricoltura

Nel periodo successivo al 1989 nell’agricoltura della Romania si sono verificati cambiamenti meno spettacolari rispetto a quelli avvenuti in altri settori, per quanto riguardano la struttura e il volume della produzione. Comunque, in questo campo sono avvenuti mutamenti importanti nella struttura della proprietà e della popolazione occupata, come pure nelle relazioni di export-import.

a) La struttura della proprietà e degli sfruttamenti agricoli

Nel 1990, l’intera superficie si trovava ancora in proprietà collettiva (CAP –cooperative agricole di produzione o IAS – aziende agricole statali). A partire dal 1991 (in base alla legge 18) un gran numero di vecchi proprietari è entrato in possesso dei propri terreni; sono stati restituiti circa 9340 mila ettari terreno arabile, però non più di 10 ettari per famiglia. Si sono formate, in questo modo, 3,9 milioni di piccole proprietà agricole.

In base alla Legge nr. 169/1997 sulla privatizzazione delle aziende agricole statali, è stata possibile la restituzione agli ex proprietari, su richiesta, di una superficie di sino a 50 ettari per famiglia dai terreni afferenti alle ex IAS.

In conformità agli standards dell’UE questo tipo di riforma è stata applicata tenendosi conto della limitazione delle zone retrocesse e della previsione che il terreno retrocesso non possa essere venduto un certo numero di anni.

Le piccole proprietà detengono circa il 66,5% della superficie agricola del Paese. Dato che queste non hanno la dovuta capacità di fare investimenti, impiegare sistemi di irrigazioni, concimare i terreni e applicare tecnologie moderne, una parte dell’agricoltura non è riuscita a registrare aumenti di produttività e uscire da uno stato di sussistenza per avviarsi verso relazioni di mercato.

Il concentramento della terra sarà realizzato però, sia tramite la vendita delle piccole proprietà, sia tramite l’associazione.

b) La struttura della popolazione occupata nell’agricoltura

La popolazione agricola ha una struttura professionale buona, 50 mila specialisti hanno preparazione superiore e il 35,4% della popolazione occupata nell’agricoltura ha istruzione media.

Nell’agricoltura, la privatizzazione si è conclusa, il settore privato rappresenta il 97,3% del valore della produzione, cioè il 97,4% della produzione vegetale e il 98,9% della produzione zootecnica. Le società agricole, dove non è stata possibile la privatizzazione, saranno introdotte in procedura di riorganizzazione o fallimento e saranno vendute al minuto.

Della superficie di 2.387,6 mila ettari detenuta, inizialmente, in proprietà dall’Agenzia dei Domeni dello Stato, 1.704,2 mila ettari sono stati retrocessi a norma della Legge 18/1991, 683,4 mila sono stati concessi, dati in affitto o in associazione.

Si valuta che le superficie totali coltivate in sistema ecologico abbiano raggiunto i circa 75 mila ettari, includendo colture cerealicole, per foraggi, pascoli, piante oleaginose e proteiche, ortaggi, frutti (visciole, ciliege) frutti di bosco ecc. Nel settore zootecnico ecologico si stimano incrementi ai capi bestiame di circa 10 mila capi per le muche per latte, 70 mila capi ovine per latte, 6 mila capi pollame.

L’agricoltura ecologica rappresenta assieme all’industria tessile, all’industria leggera e quella di mobili una delle tre principali risorse dell’export romeno.

La certificazione dei prodotti ecologici. L’Agenzia Nazionale di Consulenza Agricola ha concluso una convenzione di collaborazione con la ECOCERT (Francia), specializzata nel controllo e la certificazione dei prodotti ecologici. La Convenzione prevede che siano effettuati scambi d’informazioni disponibili in Francia, nell’ Unione Europea e in Romania, in campo agricolo, sul funzionamento e il sostegno dell’agricoltura e in particolar modo dell’agricoltura ecologica.



Cooperative agricole secondo il modello giapponese. Con l’appoggio dell’Agenzia Nipponica per la Cooperazione Internazionale (JICA), l’Agenzia Nazionale di Consulenza Agricola ha iniziato nell’autunno del 2003 lo svolgimento di un programma di istruzione dei produttori agricoli per la creazione di un sistema di cooperative agricole destinate a ottenere livelli superiori di rendimento.

Tali cooperative, che garantiscono la proprietà, si occuperanno del prelevamento della produzione, della standardizzazione, dell’osservanza delle norme di qualità e della valorizzazione della produzione. I due organismi svolgono corsi per la “Formazione dei formatori” che si occupino dell’istruzione dei futuri membri cooperatori.

Sono stati istruiti e formati dal punto di vista professionale oltre 40 mila produttori agricoli. Quelli che sono stati attestati dall’ANCA possono praticare i mestieri in cui si sono qualificati e possono essere nominati alla conduzione di un’associazione o società agricola. I produttori sono preparati anche nel campo dei finanziamenti per l’agricoltura.


La Romania e l’UE hanno stabilito i contingenti per il commercio di prodotti agricoli. I negoziati con l’UE sul regime del commercio bilaterale di prodotti agricoli di base sono stati conclusi, essendo stabiliti i contingenti esenti da dazi doganali. Di conseguenza, la Romania beneficerà di contingenti tariffali di export esenti da dazi doganali in ciò che riguarda la carne di pollo (9.000 tonnellate), carne di maiale (15.625 tonnellate) carne di vitello (4.000 tonnellate) e prodotti di carne (2.125 tonnellate prodotti di carne di maiale, 1.200 tonnellate prodotti di carne di pollo e 500 tonnellate prodotti di carne di vitello. Nel settore dei latticini, oltre all’attuale contingente di formaggi e cacio (2.800 tonnellate, con un aumento annuo del 10%) sono stati stabiliti contingenti per il latte in polvere (1.500 tonnellate) e per lo yogurt (1.000 tonnellate).

La Romania beneficia ancora di contingenti per tutte le categorie di cereali, come pure per la farina. Quanto alla frutta è stata convenuta l’eliminazione, in certi casi, dell’applicazione di una barriera non tariffale. Le concessioni convenute con l’UE all’importazione di tutte le categorie di carne e prodotti di carne, cereali, formaggi e pomodori si applicheranno solo nelle condizioni dell’eliminazione delle restrizioni all’export dalla parte comunitaria.

Nel periodo 2007-2009, la Romania riceverà dall’Unione Europea quasi 4 miliardi di euro per il sostegno dell’agricoltura. I fondi verranno distribuiti in tre direzioni principali: pagamenti diretti, sviluppo rurale (che includerà pure la riconversione della manodopera) e fondi per interventi sul mercato.

Il documento di posizione della Commissione Europea include una lista di denominazioni di origine protetta, tra cui si annoveranno tre tipi di alcolici, 5 tipi di distillati di vino, 7 tipi di latte, 26 di caciocavallo, come pure altri prodotti, quali il salame di Sibiu e le salsicce di Pleþcoi.

La Romania dovrà provare entro tre anni di essere in grado di portare la sua produzione al livello delle quote stabilite dalla Commissione Europea.

I raccolti ottenuti nel 2004, tutti nel settore privato, hanno superato le attese.In conformità alle statistiche ufficiali si tratta della maggiore produzione media di grano all’ettaro nella storia della Romania – di oltre 5.000 kg all’ettaro. Al primo posto si piazza la provincia di Timiþ, dove è stato registrato il maggior raccolto del Paese, seguita da Teleorman, Mehedinti, Vâlcea, Prahova e dai terreni della zona del municipio Bucarest.

Guida economica

Con il rilancio della crescita economica si osserva un miglioramento della struttura del prodotto interno lordo a favore dell’accumulazione e degli investimenti.

L’inflazione si è situata in un trend costantemente decrescente, costituendo un segnale positivo, atto a condurre alla riconquista della fiducia della popolazione nella moneta nazionale.

Il processo di disinflazione degli ultimi anni è stato sostenuto da un insieme di fattori, nel cui ambito un particolare contributo hanno recato, tra l’altro, la politica monetaria prudente adottata dalla BNR (Banca Nazionale Romena) e l’evoluzione del corso di cambio; il mantenimento ad un basso livello del deficit del budget e la duratura riduzione delle anticipazioni inflazionistiche degli operatori commerciali; la riduzione delle correzioni necessarie al livello dei prezzi; la regolamentazione e la limitazione dell’aumento degli stipendi nel settore pubblico.

In seguito ad un’ampia analisi (iniziata nel maggio 2002), l’11 marzo 2003, il Dipartimento del Commercio degli USA ha accordato alla Romania lo statuto di Paese ad economia di mercato.

Lo statuto di Paese ad economia di mercato ha contribuito all’aumento della fiducia degli imprenditori stranieri nella conclusione di operazioni commerciali con ditte romene e nelle possibilità di investire nel nostro Paese, tale fatto avendo effetti colaterali favorevoli ai rapporti economici con altri Paesi.

Nell’ottobre 2004, mediante il Rapporto di Paese presentato dalla Commissione Europea dinanzi al Parlamento Europeo, alla Romania è stato concesso lo statuto di “economia funzionale di mercato”. Di consegenza, il valore degli investimenti stranieri diretti è iniziato ad aumentare.

Stando all’Istituto Nazionale di Statistica (INS) la produzione industriale è aumentata nei primi 11 mesi del 2004 del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2003. L’industria lavorativa ha registrato un incremento del 5,6%, rispetto allo stesso intervallo del precedente anno. Un trend positivo si è constatato anche nel caso della cifra d’affari delle aziende industriali che hanno superato del 9,9% nei primi 10 mesi le cifre del rispettivo periodo del precedente anno.

Stando allo stesso INS, il guadagno salariale medio netto è aumentato, nel mese di novembre, del 2,9% rispetto al precedente mese, sino ai 6,2 milioni di lei ( circa 156 euro). Aumenti salariali maggiori si sono avuti nella silvicoltura, nello sfruttamento forestale, nell’ industria mineraria, industria di macchinari e apparecchiatura elettrica, produzione e fornimento di energia elettrica e termica, gas e acqua, commercio, albeghi e ristoranti, trasporti aerei, agenzie turistiche, ed altro.

Alla fine del 2004 l’inflazione è stata del 9,3 %, piazzandosi per la prima volta negli ultimi 15 anni sotto il 10%.

I risultati di un sondaggio effettuato dallo stesso INS tra i managers di società hanno indicato che questi si attendono, nei prossimi mesi, ad un aumento dell’attività nell’industria, nel commercio al minuto e nei servizi.

A partire dal 1 gennaio 2005 si applica la quota unica delle imposte. Il 16% è la percentuale con cui lo Stato tassa quasi tutti i redditi: gli stipendi, i profitti delle aziende, le attività indipendenti, gli affitti, le attività agricole, i diritti di autore, le pensioni, i premi, ecc. Eccezione fanno le microaziende, tassate col 3% sulla ciffra d’affare. Per l’introduzione delle nuove ccordinate economiche, il codice fiscale è stato modificato tramite l’Ordinanza d’Urgenza nr. 138 del 29 dicembre 2004.

Le compagnie pagheranno un’imposta sul profitto del 16%, del 9 % inferiore rispetto ai precedenti anni, il che, nella visione degli specialisti determinerà le società a non essere più interessate a trascurare le leggi fiscali. La riduzione dal 25% al 16% dell’imposta sul profitto porterà al coinvolgimento di un maggior numero di investimenti, sostengono gli economisti, nel contesto in cui la Romania deve far fronte alla concorrenza dei Paesi dell’ex blocco sovietico, che applicano, in media, una quota del 17%.

I redditi al budget statale potrebbero registrare, a breve termine, una leggera diminuzione, però a medio e lungo termine, l’introduzione della quota unica porterà all’aumento della base di tassazione e, implicitamente, ad un aumento dei redditi al budget, tramite la riduzione del peso rappresentato dall’economia illecita.

Affinchè gli stipendiati non registrino perdite a causa dell’applicazione della quota unica, è stato istituito un sistema di deduzioni il cui valore scade se lo stipendio aumenta e prende in considerazione il numero di persone a carico.

Per il corrente anno, il deficit del bilancio previsto oscillerà tra l’1-1,5%, mentre l’inflazione sarà di circa il 7%.

Privatizzazione

Opportunità per gli imprenditori stranieri

La vendita delle partecipazioni dello Stato alle compagnie provenienti dalle ex imprese comuniste ha creato un ambiente incoraggiante per la creazione di nuove compagnie e ha rappresentato una opzione strategica di tutti i governi della Romania dopo il 1990, essendo questa la premessa dello sviluppo della proprietà privata in tutti i campi di attività, stimolando il funzionamento dei meccanismi dell’economia di mercato.

Gli elementi iniziali del processo di privatizzazione sono stati stabiliti mediante la Legge nr. 58/1991 relativa alla privatizzazione delle aziende di Stato, la quale precisava non solo le vie per la vendita di pacchetti di azioni detenuti dallo Stato(dopo la distribuzione, gratuitamente, del 30% del capitale delle aziende statali ai cittadini romeni con diritto di proprietà), ma istituiva anche le adeguate strutture in tale campo.

Metodi di privatizzazione



L’offerta pubblica – I passi da intraprendere sono i seguenti: pubblicità per la selezione delle società assicuratrici, il dossier della società presentato alla Borsa Valori di Bucarest, la selezione della compagnia broker-dealer, il negoziato e la firma del contratto di assicurazione, la realizzazione del prospetto per l’asta, l’approvazione da parte della Commissione Nazionale dei Valori Mobiliari e la realizzazione dell’offerta pubblica.

Il negoziato –pubblicità in merito alle compagnie da privatizzare, lettera d’intento presentata ai potenziali imprenditori, la firma di un accordo di confidenzialità e la presentazione di un profilo della compagnia, la realizzazione del rapporto di valutazione, della nota di privatizzazione, l’approvazione della nota di privatizzazione, la commissione di negoziato che dev’essere mandatata dal Collegio direttorio dell’APAPS, la preparazione del dossier di presentazione e di nuovo pubblicità.

L’acquisto del dossier di presentazione (con un accordo di confidenzialità), il suo esame alla sede della compagnia, l’affidamento dei documenti di partecipazione, la verifica dei documenti di partecipazione e l’accettazione dell’oblatore, l’affidamento delle offerte, l’apertura e la valutazione delle offerte, il negoziato e la firma del contratto di compravendita con l’oblatore selezionato.

L’asta a grido – saranno compiuti gli stessi passi come nel caso del negoziato diretto, per quanto riguarda l’acquisto del dossier di presentazione. I successivi passi sono: l’affidamento dei documenti necessari, la verifica dei documenti necessari e la realizzazione a grido, in base all’asta di tipo inglese o olandese, dell’aggiudicazione dell’oblatore vincitore e la firma del contratto di compravendita entro 10 giorni feriali.

L’asta con l’offerta in busta chiusa – si faranno gli stessi passi come nel caso dell’asta a grido. L’aggiudicazione dell’oblatore vincitore si fa in base alla graduatoria (rating).

Su richiesta del potenziale acquirente, l’istituzione pubblica coinvolta, l’azienda che va privatizzata è obbligata a garantire il libero accesso a tutti i dati e a tutte le informazioni sull’attività e il patrimonio dell’azienda, affinchè il potenziale acquirente faccia la dovuta pratica.

Il prezzo dell’offerta è di solito uguale al valore nominale delle azioni, mentre la vendita si fa al prezzo del mercato che risulta dal rapporto tra domanda e offerta, a prescindere dal metodo di privatizzazione. Dunque, non esiste un prezzo minimo di vendita.

Il quadro giuridico per l’acceleramento della privatizzazione - principi:

  • Garanzia della trasparenza del processo di privatizzazione;
  • Vendita effettuata al prezzo di mercato determinato in base al rapporto tra domanda e offerta, tenendo presenti tutti gli elementi dell’offerta d’acquisto;
  • L’istituzione del procedimento speciale di amministrazione durante il periodo di privatizzazione;
  • La garanzia di un trattamento uguale per tutti gli acquirenti;
  • La realizzazione dei programmi di ristrutturazione prima della privatizzazione, con accento sull’alienazione di vari attivi, soprattutto quelli di natura sociale;
  • La riconsiderazione dei debiti dell’azienda onde far aumentare la sua attività in vista della privatizzazione.

Il controllo post-privatizzazione persegue:

  • Monitorare il modo in cui l’acquirente osserva gli obblighi assunti attraverso i rispettivi contratti;
  • Monitorare gli sviluppi dei principali indici economici e finanziari delle aziende dove le azioni dello Stato sono state vendute attraverso contratti in corso di svolgimento.

Il controllo post-privatizzazione sarà esercitato in ciò che riguarda:

  • Il pagamento del prezzo, integralmente o a rate, cioè le somme stabilite e alle date previste nel contratto;
  • Il pagamento dei benefici dovuti all’AVAS in veste di azionista, in conformità ai provvedimenti legali in vigore;
  • L’osservanza della clausole sociali;
  • La realizzazione degli investimenti, compresi quelli attinenti all’ambiente, nella quantità e alle date scadenti previste nel contratto;
  • L’osservanza dei provvedimenti legali in merito alla registrazione nel capitale sociale delle aziende del valore del terreno per cui sono stati emessi certificati di proprietà sul terreno, come pure del modo in cui vengono distribuite le nuove azioni emesse per questo valore;
  • Il modo in cui sono adempiuti gli impegni assunti dai rappresentanti legali delle aziende in base agli accordi di assistenza finanziaria conclusi, compresi i programmi di ristrutturazione approvati, a norma della legge;
  • L’osservanza di qualsiasi altro obbligo assunto dall’acquirente nel contratto.

Nel frattempo è stata conclusa la privatizzazione della più importante compagnia petrolifera romena – la PETROM – con la OMV – dell’Austria. In base al contratto di privatizzazione, la OMV ha l’obbligo di mantenere la Petrom come società integrata di greggio e gas, tramite la conservazione di attivi di base nel settore di sfruttamento e produzione, che permettano alla Petrom di produrre 4,2 milioni di tonnellate e 4,5 miliardi di metri cubi di gas naturali al minimo nei successivi 5 anni – condizione importante per una compagnia con implicazioni significative per quanto riguarda la sicurezza energetica del Paese. In pari tempo, l’acquirente si impegna adi adoperare le somme risultate dall’aumento del capitale per lo sviluppo dell’attività della Petrom, in principal modo per investimenti, ammodernamenti, ritecnologizzazioni e preservazione dell’ambiente.

Inoltre, a Bucarest sono stati firmati accordi di oltre un miliardo di euro con ditte francesi. Si tratta di un contratto tra la Società Nazionale delle Ferrovie Romene (SNCFR) e la Alcatel (Francia), per un valore di 60 milioni di euro – per l’ammodernamento delle stazioni volte a dirigere il traffico-, del contratto tra il Ministero dei Trasporti (Romania) e la ditta Vinci (Francia) – per la costruzione di un percorso dell’autostrada Bucarest-Braþov (il troncone Comarnic-Predeal) per un valore di circa 700 milioni di euro – e del contratto di vendita della società “Distrigaz Sud” (Romania) alla “Gaz De France”, per un valore di 311 milioni di euro.

Inoltre, la vendita della Società romena “Distrigaz Nord” alla compagnia tedesca “Ruhgas” è stata ritenuta un successo sia dalle autorità romene, sia dalle organizzazioni internazionali. La privatizzazione della distribuzione di gas è una modalità per eliminare la corruzione, attrarre gli investimenti nell’economia e raggiungere gli standards europei nel settore. Dal canto loro, i rappresentanti delle organizzazioni internazionali valutano che la privatizzazione significa l’ammodernamento dell’industria energetica in Romania.

LA DACIA LOGAN” – una promessa realizzata

Sulla autovettura “Dacia Logan” – serie di prodotti della fabbrica di auvetture di Piteþti, privatizzata assieme alla compagnia francese “Renault” – si è scritto, dal suo lancio nel settembre 2004, più di tutto quanto è stato scritto sull’intera storia del costruttore romeno di Piteþti.

Sull’autostrada, in città, in campagna su strade sassose, o fangose, oppure su strade aventi condizioni difficili di traffico, l’auvettura si è comportata in modo esemplare dal punto di vista della stabilità e del comfort. Le sospensioni tipo Mc-Pherson con braccio triangolare in testa e il ponte posteriore in forma di H con profilo deformante e archi elicoidali assicurano sia un comfort eccellente, sia una buona stabilità su strade di pessima qualità, tutto completato del sistema ABS che assicura ottime condizioni di freno.

La fabbrica Dacia –Renault di Piteþti ha venduto nel corso del 2004 – 95 296 autovetture, modello “Dacia”, l’aumento rispetto al precedente anno essendo del 38,6%. Il successo di mercato è dovuto soprattutto al lancio della nuova automobile “Logan”.

Dal suo lancio, nel settembre 2004, il modello “Logan” ha conosciuto un gran successo di mercato, sino alla fine del mese di dicembre essendo vendute 23 000 autovetture. La fabbrica ha ancora 17 000 ordini da onorare.

All’export, in soli due mesi sono state consegnate 2500 autovetture in Croazia, Ungheria, Macedonia, Repubblica Ceca, Serbia, Repubblica Slovacca e Turchia. Vi è una domanda di circa 3000 pezzi persino sui mercati della Francia e della Germania. L’aumento delle esportazioni rappresenta il 26,2%. Attualmente la fabbrica di Piteþti produce 300 autovetture “Logan” al giorno. Il modello è richiesto in Siria, Slovenia, Polonia, Libano e nei paesi baltici, e dalla metà del 2005 sarà venduto anche in Paesi occidentali come Italia, Germania, Spagna. Di conseguenza, dal marzo 2005 alla fabbrica Dacia di Piteþti si lavorerà a tre turni e saranno prodotte oltre 500 autovetture “Dacia LOGAN” al giorno perchè possano essere onorate le domande in continuo aumento.

Investimenti


La politica del governo romeno riguardante gli investimenti stranieri è strettamente connessa allo sviluppo economico del Paese.

Quando la Romania è presa in considerazione come un possibile luogo per lo sviluppo dei loro affari, gli investitori stranieri prendono in calcolo i vantaggi da essa offerti:

· Uno tra i maggiori mercati di smercio dell’Europa centrale e dell’est (oltre 21 milioni di abitanti – il secondo dopo la Polonia);

Posizione attrattiva: permette il facile accesso ai Paesi dell’ex URSS, del Medio Oriente e dell’Africa del Nord e si trova al crocevia di tre corridoi europei di trasporto:

- il corridoio nr. 4 – per veicoli motorizzati e ferrovia (Berlino-Praga-Budapest-Arad-Bucarest-Costanza- Istambul-Salonicco)

- il corridoio nr. 7 – corridoio rivierasco (Costanza-Basarabi-Danubio- Meno-Reno);

- il corridoio nr. 9 – per veicoli motorizzati e ferrovia (Helsinki-Mosca/Kiev-Odessa-Bucarest-Costanza-Alexandropolis);

  • Reti di telecomunicazione cellulari ben sviluppate nei sistemi GSM e NMT/LEMS;
  • Manodopera a basso prezzo e ben preparata con serie cognizioni tecnologiche, di IT e ingegneria;
  • Ricche risorse naturali, terreno agricolo particolarmente fertile, petrolio e gas naturali compresi;
  • Potenziale turistico importante;
  • Integrazione nella NATO e nell’Unione Europea

Gli investimenti fatti nell’osservanza della Legge nr. 332/2001 beneficiano delle seguenti agevolazioni:

  • L’esenzione dal pagamento dei dazi doganali per attrezzatura tecnologica, impianti, equipaggiamenti, apparecchi di misurazione e controllo, equipaggiamenti per automazioni e prodotti “software” acquistati dall’estero, necessari alla realizzazione dell’investimento, a condizione che i beni siano nuovi, fabbricati almeno un anno prima che vengano portati in Romania e mai utilizzati.
  • La detrazione del 20% del valore del nuovo investimento, fatta in accordo con i provvedimenti della Legge, calcolata fiscalmente nel mese in cui l’investimento è terminato
  • Il riporto delle perdite fiscali nel corso dei 5 anni successivi dal profitto imponibile.
  • L’utilizzo di un deprezzamento accelerato, in accordo con la legislazione vigente, senza l’obbligatività di una previa approvazione da parte delle autorità fiscali locali .

Gli investitori devono mantenere il loro investimento almeno 10 anni.

In Romania gli imprenditori sono attratti dal mercato regionale, dai costi ridotti – quelli della manodopera, dei terreni, di produzione (utilità a buon mercato) – dalla stabilità economica e politica, come pure dalla qualità della manodopera) A partire da quest’anno verranno applicati altri generi di programmi a sostegno degli imprenditori rispetto a quelli presenti. In tal senso, le facilità locali svolgeranno un ruolo determinante. Le autorità locali interessate allo sviluppo ridurranno la tassa annua sul terreno, sosterranno gli imprenditori con l’infrastruttura, tramite la formula del partenariato pubblico-privato.

Il più attrattivo settore. Le telecomunicazioni, il più attrattivo dei settori in cui sono stati coinvolti investimenti significativi, hanno mobilitato 24 progetti, per un valore complessivo impegnato di quasi 440 milioni di dollari, che rappresentano il 19,23% dei soldi investiti. Al secondo posto si è piazzata l’industria energetica – valore impegnato di 338 milioni di dollari, cioè il 14,8% - e l’industria metallurgica – 185 milioni di dollari, circa l’8,12 % degli investimenti. Hanno fatto seguito la metalmeccanica (il 6,03% del valore degli investimenti), l’industria del legno, della cellulosi e della carta (il 5,7% del totale degli investimenti) e il commercio (il 10,09% del totale).

Il numero uno agli investimenti. Il maggior numero di investimenti si registra a Bucarest-Ilfov, rispettivamente 128 progetti con un valore impegnato di 1,3 miliardi di dollari cioè il 57,43% sul totale degli investimenti, di cui gli investimenti stranieri rappresentano il 34,37 %. Seguono le province Alba, Braþov, Covasna, Harghita, Mureþ e Sibiu, con circa 50 progetti di investimenti il cui valore impegnato è di 372 milioni di dollari ( il l6,31% del totale).

Tra gli imprenditori stranieri al primo posto si piazza l’Olanda, con investimenti che rappresentano il 14% del totale cumulato. Il secondo posto spetta all’Austria (l’8,08%), seguita dalla Germania (il 6,95%).


Gli investimenti stranieri cambiano l’ambiente di affari. Un rapporto compilato dalla compagnia americana di consulenza AT Kearney indica che gli imprenditori europei sono “ sempre pià ottimisti” per quanto riguarda “le piccole tigri” d’Europa, rispettivamente la Romania, la Slovenia, gli Stati Baltici, la Croazia e la Serbia.

In un’altra analisi, realizzata dall’ Oxford Bussines Group (OBG) si rileva che gli imprenditori stranieri sono fiduciosi nelle possibilità della Romania. I maggiori investimenti sono stati fatti nell’industria automobilistica. Il produttore francese di autovetture Renault ha annunciato che avrebbe investito altri 350 milioni di euro per l’ammodernamento delle automobili Dacia: ”Gli investimenti stranieri cambiano l’economia romena. La fabbrica di autovetture ha concluso nuovamente un contratto con lo stesso fornitore romeno di acciaio.” L’espansione degli investimenti nel settore automobilistico ha alla base, stando alla stessa analisi britannica, l’imminente integrazione del paese nell’UE. Così si spiega anche l’investimento di 18 milioni di euro, realizzato dalla compagnia austriaca Wienerberger AG in materiali da costruzione (si conta su un boom dell’edilizia con l’avvicinamento del momento dell’integrazione europea), quelli fatti dalla Holzindustrie Schweighoffer, la quale costruisce una fabbrica per la processione del legno e della carta per un valore di 64 milioni di euro, oppure gli investimenti dei francesi della Société Nationale des Roulements, i quali costruiscono in Romania le proprie fabbriche.

Tutto ciò è a sostegno dell’affermazione che i mercati dei Paesi menzionati nel rapporto Kearney potrebbero beneficiare del 10% del totale dei nuovi investimenti dei prossimi tre anni nell’intero mondo.

Stando alle valutazioni dell’UNCTAD (Conferenza per Commercio e Sviluppo delle Nazioni Unite) ”le società straniere che si trovano sul mercato consolidano i loro affari. Il 60-70% degli investimenti stranieri diretti provviene da società già esistenti sul mercato”.

Lo stesso rapporto dell’UNCTAD indica che “più della metà delle ditte che hanno deciso di trasferire in altri Paesi le loro attività hanno optato per la Romania, la Polonia e l’Ungheria quali destinazioni nell’Europa orientale.” Stando al Consiglio degli Imprenditori Stranieri investire in Romania è un fatto positivo: “ i romeni sono ben educati, qualificati e relativamente a buon mercato, il mercato è grande – 22 milioni di abitanti – ha una posizione geografica buona con possibilità di trasporto verso l’Europa e l’Asia Centrale. Quindi, il governo cerca da molti anni di creare un ambiente di affari favorevole, il che si vede nella crescita economica, nella diminuzione dell’inflazione e nella stabilità politica.”

In base ai dati statistici offerti dal Registro del Commercio, gli investitori stranieri hanno cominciato a far sentire la loro presenza sempre più in campo industriale. Di conseguenza, il magior numero di società straniere svolgono la loro attività in Romania in campo industriale, in misura del 36,6%, rispetto a quello dell’edilizia (il 21,5%), turismo (il 20,9%), agricoltura (il 6,3%), commercio al minuto (il 5,2%), servizi professionali (il 3,9%) o commercio all’ingrosso (il 2,1%). A seconda del capitale sociale sottoscritto dalle società commerciali con partecipazione straniera di capitale, l’industria si piazza al primo posto, con il 64,2%.

Il più importante imprenditore in Romania è l’Olanda, con circa 1.900 società che hanno investito oltre 1,6 miliardi di euro, cioè il 17,48% sull totale degli investimenti. Al secondo posto si piazza la Francia, con circa 3.500 ditte e oltre 1,2 miliardi di euro (il 12,92%), seguita dalla Germania con circa 11.600 società e investimenti di oltre 836 milioni di euro (l’8,67%). Nel luglio 2004 sono state create circa 900 nuove società commerciali con partecipazione straniera di capitale, rispetto alle 700 all’incirca, nello stesso mese del 2003.

Stando al rapporto mondiale degli investimenti, elaborato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD), la Romania si piazza al quarto posto nella graduatoria dei Paesi dell’Europa Centrale e dell’Est e al primo posto nell’Europa sud-orientale – con circa 1,8 miliardi di dollari investimenti diretti attratti nel corso dello scorso anno..

Varie compagnie romene hanno concluso con ditte tedesche, nel quadro del forum romeno-tedesco di Bucarest, contratti per un valore complessivo di oltre 750 milioni di euro. La compagnia tedesca Wintershall costruirà – a partire da quest’anno - assieme alle società romena Romgaz e Transgaz una rete di trasporto dei gas naturali che collegherà, nella zona di Siret, il sistema nazionale a quello dell’Ucraina. Sono stati pure firmati il contratto di collaborazione tra il gruppo interministeriale romeno per il management integrato della frontiera di stato e la ditta tedesca EADS, l’accordo di cooperazione tra la COGEN Romania e la AGFW ( Associazione Professionale per Energia Termica e Cogenerazione) della Germania, riguardante la conclusione del programma volto ad installare contatori, al livello di raccordo e consumatore individuale, il contratto di prestito per un valore di 25,5 milioni di euro con la KfW Ipex Bank per l’ammodernamento delle stazioni elettriche Bucarest Sud e Sibiu Sud e il memorandum d’intesa tra la CFR (Ferrovie romene) e la Siemens Austria sulla riabilitazione delle sottostazioni di trazione sulle ferrovie.

Nel quadro del Forum Economico romeno-norvegese è stato firmato l’accordo sulla cooperazione nel campo dell’energia. I principali settori di cooperazione previsti nell’accordo sono: lo sviluppo della politica e dell’efficienza energetica; lo sviluppo dell’infrastruttura; i meccanismi del mercato di energia elettrica, soprattutto nella collaborazione nel trasferimento di know-how dell’esperienza degli Stati nordici per quanto riguardano gli strumenti operativi, i prodotti finanziari e strutturali, il management di rischio – North Pool and Statnat; la protezione del’ambiente per le unità elettriche e idroelettriche, acque residuali e scorie; l’infrastruttura della produzione di energia elettrica, la sua riabilitazione e sviluppo; l’ammodernamento delle risorse energetiche, ecc.

La Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa rappresenta per la Romania un partner importante per i progetti sociali di infrastruttura e servizi pubblici. Il Partenariato si svolge anche in settori come i problemi connessi ai bambini in difficoltà, l’integrazione sociale degli zingari o il riscaldamento delle abitazioni. La direzione della Banca ha deciso di aumentare in modo significativo la lista di progetti per la Romania: dai 350 milioni di euro investiti sinora si giungerà, nel successivo periodo, ad 1 miliardo di euro. La BERD ha accordato nel settembre 2004 il primo prestito senza la garanzia dello Stato nel settore dei trasporti romeni. Il porto di Costanza riceverà 16 milioni di euro per la costruzione di un terminal per mercantili. L’investimento è teso a migliorare l’efficienza del maggior porto al Mar Nero. Una nuova parete di scalo di 2.200 metri con darsene per navi mercantili, permetterà che la preparazione dei convogli sia assistita. Verrà costruito, inoltre, un piccolo bacino per il riparo dei rimorchiatori.

La BERD è il maggior imprenditore in Romania, con investimenti di oltre 2,5 miliardi di euro in 120 progetti nell’intero Paese.

Gli investimenti diretti che superano un milione di dollari beneficiano in conformità alla Legge 332/2001 riguardante la promozione degli investimenti diretti con impatto significativo sull’economia, di una serie di agevolazioni. Tra queste si annoverano l’esenzione dal pagamento dei dazi doganali per attrezzature tecnologiche, impianti, equipaggiamenti, apparecchiatura di misurazione e controllo ecc., come pure la deduzione di un’aliquota del 20% dal valore dell’investimento. Le facilitazioni previste nell’atto normativo menzionato saranno vigenti sino al 31 dicembre 2006.

MARKETING E PR

1. ANALISI E RICERCHE DI MERCATO

Definita la "Mission", ossia il sistema di valori che caratterizzano l'azienda, il ruolo fondamentale del Marketing Strategico è quello di focalizzare l'impresa verso una serie di opportunità e alternative esistenti orientando la stessa al mercato.

L'individuazione delle strategie da adottare nel medio e lungo termine, è preceduta dallo studio dei bisogni del cliente / consumatore, dall'analisi dei prodotti/servizi offerti sul mercato e da un approfondita conoscenza della sua evoluzione nel tempo.

La società sviluppa soluzioni di Marketing Strategico a partire da:

  • Check-up aziendali 500,00 €

Un'accurata indagine, effettuata da Consulenti Senior, per verificare

lo stato di salute di ogni settore aziendale e per migliorarne i processi.

  • Analisi degli scenari (socio-economco-territoriali) 500,00 €

Lo studio specifico, di un Team di Esperti, per analizzare gli aspetti

più significativi del mercato di riferimento e per poter individuare

il target di riferimento e il corretto posizionamento.

  • Analisi di mercato (per settori, prodotti, concorrenza) 500,00 €

Le ricerche campionarie effettuate, da Ricercatori Senior,

sui prodotti/servizi, sulla distribuzione, sulla concorrenza,

sulla soddisfazione dei clienti, per comprendere la realtà

culturale dell'impresa e del mercato.

  • Ricerche di mercato quantitative 500,00 €

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culturale dell'impresa e del mercato.

  • Ricerche di mercato qualitative 500,00 €

Le ricerche con l'ausilio di focus group, strutturata da

Consulenti Psicologi e Sociologi, per conoscere le motivazioni

sottostanti a un determinato comportamento del cliente/consumatore.

  • Piani di marketing 500,00 €

La Strategies sviluppa i piani di marketing e comunicazione

attraverso gli strumenti più efficaci; utilizza i mezzi ed i canali

più appropriati di advertising classico, di direct marketing e

della web communication.

  • Strategie competitive 500,00 €

L'affiancamento al Management per l'individuazione di particolari

aspetti dei processi aziendali per trasformarli, adottando

particolari strategie, in vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza.

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2. LE LEVE DEL MARKETING MIX

Il Marketing Operativo svolge un delicatissimo ruolo per centrare gli obiettivi aziendali, in quanto si propone di ricercare la combinazione più efficace e più efficiente delle quattro leve del marketing:

  • Il prodotto/servizio perfettamente in sintonia con quanto richiesto e atteso dal consumatore per poterlo soddisfare pienamente;
  • Il giusto livello di prezzo individuato in base alla struttura interna dell'impresa e all'ambiente esterno;
  • La scelta del canale di distribuzione quale valida interfaccia tra il produttore e il consumatore;
  • La realizzazione di campagne di promozione opportunamente mirate per poter comunicare al target di riferimento l'esistenza del prodotto/servizio, le sue caratteristiche e sollecitarlo ad acquistarlo.

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contatto diretto a target mirati attraverso il mailing e il telemarketing.

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Un manager della Strategies affianca la Direzione Generale per

promuovere, con l'ausilio dei media, un flusso di informazioni

verso particolari target.

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Gli esperti della Strategies sanno come rendere efficace

la comunicazione interna, sviluppando il coinvolgimento

delle Risorse Umane, comunicando con regolarità la rotta aziendale

seguita per raggiungere gli obiettivi prefissati.

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personale commerciale viene supportata dalla notevole e

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3. INTERNET MARKETING

( da concordare con il cliente )

Chi si occupa di Marketing si rende conto che per contattare nuovi consumatori o semplicemente per rafforzare il contatto con i quelli esistenti, deve considerare Internet come una nuova variabile di Marketing.

Fare Marketing con Internet significa:

  • Comunicare: iniziare a coltivare una relazione con il cliente;
  • Vendere: beni e servizi con una forma innovativa di Direct Marketing;
  • Offrire dei contenuti: il sito Web diventa di per sè un prodotto;
  • Offrire funzioni di accesso: utilizzare la rete per facilitare l'accesso ai contenuti offerti da altri.

In questo modo l'azienda ha la possibilità di istaurare una relazione personale con il consumatore e quindi di coinvolgerlo con un approccio in individuale in base ai suoi specifici bisogni, mantenendo o addirittura migliorando i suoi livelli di efficienza, con un notevole risparmio temporale ed economico.

La società si occupa di progettare e realizzare siti Web, di promuoverli attraverso lo sviluppo di strumenti basati sul Web (indicizzazione sui motori di ricerca, banner, link-exchange, affiliazioni...) e di strumenti oltre il Web (posting, sponsorship, direct e-mailing...), di mantenerli costantemente aggiornati; tutto ciò nell'ambito sia sia dei rapporti del Business to Business che del Business to Consumer.